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In Giordania nuove regole sui partiti

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1 febbraio 2012
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In Giordania nuove regole sui partiti
Il primo ministro giordano Awn Shawkat Al Khasawneh (foto: Word Economic Forum/Michael Wuertenberg)

Qualche segnale potrebbe suggerire che la Giordania si stia muovendo verso un sistema democratico più rappresentativo. Secondo Petra, l'agenzia stampa di Amman, il 31 gennaio scorso il governo giordano ha approvato un nuovo disegno di legge sui partiti politici.


(Milano/c.g.) – Qualche segnale potrebbe suggerire che la Giordania si stia muovendo verso un sistema democratico più rappresentativo. Secondo Petra, l’agenzia stampa di Amman, il 31 gennaio scorso il governo giordano ha approvato un nuovo disegno di legge sui partiti politici, nel corso di una seduta presieduta dal primo ministro Awn Shawkat Al Khasawneh.

Il nuovo testo, una volta trasformato in legge, andrebbe a modificare la «vecchia» legge sui partiti politici, emanata nel 1992 da re Hussein in occasione della legalizzazione nel regno del multipartitismo. La novità del testo approvato ieri sarebbe dunque questa: il ministero dell’Interno non risulta essere più l’unico ente deputato ad autorizzare l’esistenza di nuovi partiti politici. La nuova legge, infatti, istituisce un apposito comitato presieduto, è vero, dal ministro dell’Interno, ma composto anche da una serie di personalità, tra cui il presidente del cosiddetto Ufficio legislativo e delle opinioni, il segretario generale del ministero della Giustizia, due commissari della Commissione elettorale indipendente (tutt’ora in progetto) e il commissario generale del Centro nazionale per i diritti umani. Quest’ultimo è un ente indipendente istituito in Giordania già nel 2006, con lo scopo di salvaguardare i diritti umani e diffonderne la cultura. Il Centro, pur essendo definito «indipendente» dal governo, è gestito da un comitato di oltre 21 membri, nominato per decreto reale su indicazione del primo ministro e si basa su finanziamenti almeno in parte forniti dal governo.

La nuova legge ammette tutti i partiti politici che svolgono le loro attività conformemente alla Costituzione. Ai partiti è proibito accettare donazioni straniere. Competente per lo scioglimento dei partiti sarebbe unicamente la magistratura. Non verrà autorizzata la creazione di alcun partito che sia costituito sulla base di una discriminante etnica, regionale, religiosa o razziale (indicazione che potrebbe evitare la formazione di enti con un profilo fondamentalista). Ai partiti, infine, è garantito il rispetto della privacy su telefonate, documenti e uffici, salvo contrarie e specifiche disposizioni della magistratura.

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