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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Una diatriba tra Stati sul luogo del battesimo di Gesù

Giuseppe Caffulli
14 settembre 2011
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Un articolo pubblicato sulle pagine di Terrasanta.net il 7 settembre scorso ha suscitato la reazione dell’ambasciata israeliana presso la Santa Sede. Il testo, apparso nella sezione in lingua inglese, dà conto delle proteste di Amman per la recente apertura di un'area per pellegrini sulla sponda occidentale del Giordano, ove ricordare il battesimo di Gesù. Facciamo il punto.


(Milano) – Un articolo pubblicato sulle pagine di Terrasanta.net ha suscitato la reazione dell’ambasciata israeliana presso la Santa Sede. Il testo, apparso nella sezione in lingua inglese il 7 settembre scorso, si intitola Jordan Voices Opposition to Opening of Baptismal Site («Reazioni giordane all’apertura del sito del battesimo»).

Ricapitoliamo la questione e la disputa che ne è sorta per chi non è addetto ai lavori.

Nel luglio scorso, esattamente il giorno 12, Israele ha riaperto al pubblico il sito di Qasr al-Yaud, nei pressi di Gerico. La località era chiusa da decenni, perché si trova proprio al confine con la Giordania, in un’area controllata militarmente da Israele, ma – dal punto di vista del diritto internazionale – situata nei Territori Palestinesi. Fino a non molte settimane fa, il sito veniva aperto dalle autorità militari israeliane solo alcuni giorni all’anno, in concomitanza di alcune feste liturgiche particolari.

La riapertura del sito sulla riva occidentale del fiume Giordano ha indispettito le autorità di Amman, che rivendicano come unico e autentico il luogo del Battesimo situato sulla riva orientale del fiume, all’interno del proprio territorio (al-Maghtas, la Betania oltre il Giordano del Vangelo secondo Giovanni).

La Giordania ha accusato Israele di voler mistificare, con questa operazione, la verità storica, allo scopo di dirottare i pellegrini cristiani che si recano sul luogo del battesimo in Giordania. Va detto che, da qualche anno a questa parte, il governo di Amman ha investito molto dal punto di vista turistico sul sito di Wadi Kharrar, a circa 7 chilometri dal Mar Morto, concedendo anche alle Chiese cristiane di realizzare nelle vicinanze nuovi santuari con annesse case di accoglienza per pellegrini.

La precisazione sull’argomento per parte israeliana ci giunge dall’ufficio stampa dell’ambasciata d’Israele presso la Santa Sede. Il testo osserva che «dibattere su quale lato del fiume sia avvenuto il battesimo di Gesù è di relativa importanza poiché ciò che più conta è che esso sia avvenuto dentro le acque del Giordano». Secondo l’ambasciata «fonti autorevoli collocano il luogo del battesimo sul lato ovest del fiume». In proposito viene espressamente citata l’antologia di Donato Baldi, Enchiridion Locorum Sanctorum. La rappresentanza diplomatica osserva inoltre, a ragione, che Giovanni Paolo II nel 2000 sostò in preghiera su entrambe le rive del Giordano. La conclusione è: «Ragioni politiche ed economiche stanno influendo su quelle che dovrebbero essere questioni di fede».

Alla luce della querelle che si è innescata e che obiettivamente si può definire un caso di strumentalizzazione politica, a noi pare opportuno riferirci alle ricerche dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Rinviamo i lettori a un articolo del docente di geografia biblica fra Pietro Kaswalder, già pubblicato su Eco di Terrasanta e su Terrasanta.net nel 2009.

In conclusione: effettivamente per la fede dei cristiani non appare tanto importante che il battesimo di Gesù sia avvenuto su una riva o su un’altra del fiume. Ci sono ragioni archeologiche e fonti che farebbero ritenere più probabile la collocazione del luogo fisico del battesimo nel Wadi Karrar, sulla sponda Giordana. Vi sono altresì tradizioni e ragioni storiche che – a quanto ne sappiamo ora, ma la ricerca è aperta! – hanno determinato in alcune epoche lo spostamento della memoria del luogo del battesimo sulla riva occidentale, nei pressi di Qasr al-Yahud.

Come spesso capita, le cose sono più complesse di come le si vuole rappresentare. Non si fa un servizio alla verità accusando di mistificazione storica Israele (come parrebbe fare la parte giordana), né sostenendo sbrigativamente che esistono «sufficienti fonti autorevoli per collocare il luogo del battesimo sul lato ovest del fiume», come fa l’ambasciata israeliana presso la Santa Sede.

Lasciamo liberi i cristiani di tutto il mondo di recarsi a fare memoria del battesimo del Salvatore sulla riva del Giordano che preferiscono. Si faccia di tutto, semmai, per facilitare l’accesso e la presenza dei pellegrini nei Luoghi Santi. Siamo certi che le loro invocazioni salendo al cielo non troveranno ostacoli.

 

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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