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I percorsi dell’islam

21/12/2010  |  Milano
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I percorsi dell’islam

Qual è la vera storia del mondo? Tamim Ansary non ha dubbi: la narrazione dipende dai punti di vista. E il punto di vista musulmano, in Occidente, è sempre stato relegato ai margini della storia. Questo volume, invece, ripercorre le tappe principali della storia musulmana spaziando dalla penisola arabica all’India, per ritornare fino al Maghreb.


Qual è la vera storia del mondo? Tamim Ansary non ha dubbi: la narrazione dipende dai punti di vista. E il punto di vista musulmano, in Occidente, è sempre stato relegato ai margini della storia. Nella migliore delle ipotesi, giusto un capitolo per riassumere 1.400 anni di conquiste, dispute filosofiche ed evoluzioni teologiche. La storia dell’islam è però come una doppia identità che riemerge carsicamente e i fatti dell’11 settembre 2001 hanno dimostrato che non possiamo ignorarla.

L’autore, nato a Kabul e trasferitosi negli Stati Uniti con la madre americana e il padre afghano all’età di 16 anni, ripercorre le tappe principali della storia musulmana spaziando dalla penisola arabica all’India, per ritornare fino al Maghreb. Tutto ha inizio con l’Egira, la fuga di Maometto dalla Mecca. Mentre i popoli barbari si spartivano i resti dell’Impero romano d’Occidente in Europa, nel deserto nasceva l’ultima delle religioni rivelate, da cui sarebbe scaturito un nuovo modello di società. Attraverso le dispute per la successione, i primi califfi definirono il concetto di jihad nella duplice veste di guerra di conquista o lotta interiore. Poi la nascita degli ulema, lo scisma interno tra sciiti e sunniti, fino alla scoperta dei filosofi greci e la disputa sul primato tra rivelazione e ragione.

Un percorso che riaffiora nei nostri manuali scolastici al tempo delle crociate. E qui il punto di vista messo in luce da Ansary svela come gli abitanti della Terra Santa vedessero le rivalità tra gli occupanti come una semplice disputa tra stranieri. Secondo l’autore l’atteggiamento passivo della popolazione non ha fatto altro che aumentare il divario tra le due comunità, capaci di scontrarsi o dialogare solo difendendo la propria identità. D’altra parte la rivolta dei sepoy in India o l’invasione napoleonica in Egitto mostra come gli occidentali «più che sfidare l’islam, lo ignorassero» spiega Ansary. Ma dimenticarsi che il Taj Mahal è stato voluto dal re moghul Shah Jahan o che al centro del Grande Gioco in Asia centrale c’era l’Afghanistan e i suoi abitanti è come perdere un pezzo del puzzle. Indispensabile per avere il quadro completo.

Un misto di indifferenza e ammirazione poi finisce per alimentare i grandi movimenti del Novecento: dal modernismo laico, che sfocerà nella creazione del Pakistan, al panislamismo, fino alla nascita dei Fratelli Musulmani e del partito Bath in Iraq. Senza dimenticare le radici del conflitto israeliano–palestinese. Ricordandoci che tutte le storie del mondo sono vere, Ansary conduce il lettore alla scoperta dei paragrafi minori raccontati dai nostri libri di testo, ma non per questo meno importanti.

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