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Una strada per San Giorgio

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30 novembre 2010
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Una strada per San Giorgio
Il monastero di San Giorgio in Koziba, abbarbicato sulla parete rocciosa del Wadi Kelt. (foto S. Lee)

Viene inaugurata oggi, 30 novembre, una nuova strada che consente di raggiungere agevolmente l'antico monastero ortodosso di San Giorgio in Koziba, che sorge tra Gerusalemme e Gerico. All'inaugurazione prendono parte il ministro israeliano del Turismo, Stas Misezhnikov, e il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme Teofilo III.


(Milano/g.c.) – Da diversi anni raggiungere il monastero ortodosso di San Giorgio in Koziba, situato tra Gerusalemme e Gerico, non era per nulla agevole. La strada, chiusa a causa degli smottamenti, concedeva il passo solo al transito pedonale.

Da oggi, 30 novembre, sarà nuovamente possibile raggiungere uno dei più bei monasteri della Terra Santa attraverso la nuova strada realizzata lungo le pareti scoscese del Wadi Kelt. L’opera viene inaugurata dal ministro israeliano del Turismo, Stas Misezhnikov, e dal patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme Teofilo III.

Il monastero, che si trova a 9 chilometri circa da Gerico e a una ventina da Gerusalemme, è uno dei gioielli dell’architettura monastica di Terra Santa.

Edificato nel 480 d.C, fu quasi abbandonato dopo una scorreria persiana che portò al massacro di 14 monaci. I crociati fecero qualche tentativo per il suo recupero nel 1179, ma per un restauro completo si dovette attendere il 1901, quando i lavori furono promossi dalla Chiesa ortodossa. Secondo la tradizione nel luogo dove sorge oggi la laura di Koziba avrebbero sostato sant’Elia in viaggio per il Sinai, e san Gioacchino (il marito di sant’Anna e padre della Vergine Maria) che proprio qui avrebbe ricevuto da un angelo l’annuncio dell’immacolata concezione della Madonna.

Il nome del monastero si deve a san Giorgio, nativo di Cipro. Il di lui fratello Eraclide aveva lasciato l’isola per darsi, in Palestina, alla vita monastica. Dopo la morte dei genitori, anche Giorgio volle abbracciare la vita ascetica e andò a trovare suo fratello nella laura di Calamon, sulle rive del Giordano. Ma era ancora troppo giovane per vivere la vita eremitica. Per questa ragione il fratello lo condusse alla laura di Koziba e lo introdusse alla vita cenobitica. Dopo una vita di peripezie (e dopo essere scampato alle scorrerie persiane) Giorgio tornò a Koziba per morire circondato dalla fama di santità.

(English Version)

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