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L'Egitto ha accolto il Figlio di Dio in fuga dalla Palestina. Per questo avvenimento ha un posto speciale nell'economia della Redenzione ed è quasi una «seconda Terra Santa».

Un profugo di nome Gesù

Alberto Elli
8 gennaio 2010
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Un profugo di nome Gesù
La Fuga in Egitto nel dettaglio di un dipinto del Beato Angelico.

La tradizione del cristianesimo copto ha cercato di ricostruire un itinerario «ufficiale» del tragitto percorso dalla Sacra Famiglia in Egitto. Tutti i presunti luoghi di sosta, segnati da chiese dedicate alla Vergine, da sorgenti e da pozzi dalle acque ritenute curative, da alberi sacri che dettero refrigerio e nutrimento ai fuggiaschi, da pietre diventate sgabello per la Madonna o che portano l’impronta dei piedini o delle manine del Bambino Gesù, sono ancor oggi meta di pellegrinaggi.

Nelle pagine centrali di questo numero di Eco ricostruiamo il percorso di questo viaggio come ci è tramandato dalla tradizione copta.

Partita da Betlemme, la Sacra Famiglia si recò dapprima ad Askalon, antica città filistea e rinomato porto marittimo, quindi si diresse a est, a Hebron, una delle più antiche città del mondo, dove rimase nascosta in una grotta per circa sei mesi. Raggiunta quindi l’antica roccaforte cananea di Gaza e imboccata la strada carovaniera che dalla Giudea conduceva in Egitto, giunse a Raphia, la città di frontiera con l’Egitto. Attraversato lo stretto istmo di al-Qantarah «il ponte», che separa il lago Manzalah dal lago Balah, la Sacra Famiglia entrò nella provincia egiziana di Gosen. E qui, imboccato lo Wady Tumilat e passando dalle antiche città di Pitom «la Casa di Atum» e Piramses «la Casa di Ramesse», costruite dai figli di Israele schiavi in Egitto, giunse a Tell Basta, l’antica Bubastis.

Continuando verso sud il loro peregrinare, i fuggiaschi raggiunsero il villaggio di Musturud, alla periferia dell’odierno Cairo, quindi si diressero verso nord-est, a Bilbays. La tappa successiva fu Daqadus, da dove raggiunsero Samanud, l’antica Sebennitos, sul ramo di Damietta del Nilo. Continuando verso Nord, la Sacra Famiglia raggiunse poi la regione di al-Borollos, vicino alla costa col Mediterraneo, e quindi la città di Sakha. Tappa successiva il deserto dello Wadi al-Natrun e poi nuovamente al Cairo, dove i fuggiaschi trovarono rifugio in una grotta sotterranea, che si trova ora inglobata nella cripta della chiesa dei Santi Sergio e Bacco. Raggiunsero quindi al-Ma‘adi, non lontano dall’antica capitale Menfi, dove si imbarcarono su una barca a vela e si diressero a sud, fino al sito dell’odierno Dayr al-Muharraq, ancora oggi tra le mete più importanti del pellegrinaggio copto.

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