Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Nuove leadership per osare la pace

Giuseppe Caffulli
21 gennaio 2009
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Le elezioni che Israele (il 10 febbraio) e l’Autorità Nazionale Palestinese (9 febbraio) si apprestano ad affrontare possono rappresentare un’occasione per far ripartire il processo di pace in Medio Oriente.  Lo ha affermato senza troppi giri di parole Benedetto XVI, nel discorso annuale al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, l’8 gennaio scorso. Di fronte alla tragedia di Gaza, che ha mietuto centinaia di vittime (oltre 900, mentre scriviamo) e migliaia di feriti, colpisce il realismo con i quale il Papa (che avrebbe in animo di intraprendere un viaggio in Terra Santa nel mese di maggio) guarda alla crisi in Medio Oriente. L’indicazione è chiara: nell’immediato occorre ripristinare la tregua e rilanciare i negoziati tra israeliani e palestinesi. E in prospettiva serve una nuova classe dirigente che si mostri capace di portare avanti il processo di pace senza fuggire dalla complessità dei problemi mediorientali.

La soluzione del conflitto israelo-palestinese e l’annientamento delle derive fondamentaliste (di cui la fazione di Hamas, con la sua pretesa di cancellare Israele, è interprete) non sta affatto nelle armi, ma nella politica. Operazioni come quella dell’attacco a Gaza possono risolvere nell’immediato questioni legittime di sicurezza (l’incubo dei razzi Qassam su Sderot e sulle città israeliane del Negev), ma non offrono alcuna soluzione al conflitto. Anzi: se possibile, ne radicalizzano ancor di più le ragioni. Solo la politica (che è la composizione degli interessi) può offrire una speranza.

Ecco perché serve una nuova classe politica con un più alto senso dello Stato e del bene comune. Una classe politica che voglia davvero la pace e non venda illusioni in cambio di poltrone. Una nuova generazione che scenda tra la gente e lavori per creare – nei fatti – un tessuto sociale aperto all’incontro. Il popolo palestinese e il popolo d’Israele sono stanchi di sangue e violenza. Per questo ci auguriamo che il «sussulto di saggezza» invocato da Benedetto XVI possa presto illuminare questi giorni drammatici.

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