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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Ebrei e palestinesi. Un’unica famiglia

Lucio Mengoli
3 aprile 2008
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Il lettore Lucio Mengoli ci propone le sue considerazioni sul rapporto tra ebrei e palestinesi e tra musulmani e cristiani. Chi sono - si chiede - i palestinesi da un punto di vista etnico e storico? La maggioranza di questa popolazione, nonostante l'islam e la cultura araba dominante, è etnicamente di origini ebraiche, convertita con la spada all'islam e alla dominazione araba, come è avvenuto in tutti i territori musulmani. Proprio questa semplice constatazione - dice - basterebbe a fermare questa tremenda guerra. Gli rispondono brevemente il direttore e il francescano padre David M. Jaeger.


Gentile direttore,
leggo da poco su Internet Terrasanta.net e lo trovo, come cristiano, molto interessante, anche se noto che tanta Chiesa italiana locale (parlo dal Veneto, diocesi di Chioggia) si interessa più dell’integrazione (ipotetica) dei musulmani in Italia, che dei propri fratelli in terra islamica (anche se muoiono tutti, chi se ne frega, un problema in meno!).

Vorrei parlare di un tema mai affrontato dalla politica e dalla stampa, ma che è fondamentale per la soluzione della convivenza tra Israele e Palestina.

Chi sono i palestinesi, etnicamente e storicamente? La maggioranza di questa popolazione, nonostante l’islam e la cultura araba dominante, è etnicamente di origini ebraiche, convertita con la spada all’islam e alla dominazione araba, come è avvenuto in tutti i territori musulmani. Basta anche una semplice osservazione fisionomica per vedere che la maggioranza dei palestinesi ha le stesse origini fisiche degli ebrei d’Israele e proprio questa semplice e salutare constatazione basterebbe a fermare questa tremenda guerra, di cui non si vede la fine, ma che è fortemente voluta dalle forze islamiche straniere (al-Qaida, Iran, Siria, ecc.). Bisogna conoscere le radici di ogni popolo per viverci insieme, per condividere il presente e il futuro; senza questa rivoluzionaria verità storica non c’è incontro tra Israele e Palestina.

Certamente, l’islam ignorante e fanatico vuole sotterrare questa verità, perché teme la sua fine. Infatti, l’islam, lo sapeva bene Mohammed quando dettò il Corano, è una religione fondata sulla paura della libertà, perché è una religione debole, non fondata sulla libertà di coscienza come chi sceglie Gesù Cristo, ma chiusa a chiave con la condanna a morte per chi abbandona!

Bisogna studiare bene la storia, a cominciare dall’espansione islamica e dalle crociate poi, che non sono affatto conosciute nella Chiesa cattolica e in quelle protestanti, ma se ne conoscono solo le versioni falsificate della cultura marxista-laicista.

Chi ama la vita, ama anche la verità. Dalla verità storico-etnica può nascere la chiave di svolta della convivenza israelo-palestinese, compresa la minoranza cristiana, che soprattutto in terra musulmana sta facendo la fine del topo (speriamo di no!).

Cordiali saluti.

Lucio Mengoli



Stimato Mengoli, io credo personalmente che oggi rivendicare la matrice etnica dei palestinesi di Terra Santa come discendenti degli ebrei (cristiani e non) convertiti forzatamente all’islam non abbia molto senso. Il riconoscimento reciproco deve avvenire sulla base dei diritti inalienabili della persona, che vengono ben prima dell’appartenenza etnica (o presunta tale). Siccome io, come penso lei, siamo nati sotto un altro cielo e apparteniamo a un’altra cultura, ho girato il suo quesito e la sua provocazione a padre David M. Jaeger, frate minore, che è di origine ebraica. Ecco la sua risposta:

L’ipotesi del lettore circa l’origine remota dei palestinesi è notissima e senz’altro ha del vero, ma tutto ciò non ha la benché minima importanza! E allora, se fosse anche tutto vero, che cosa ne conseguirebbe? E i musulmani della Bosnia non sono discendenti di cristiani convertiti all’islam? E gli ebrei nel mondo non sono, in gran parte, discendenti di membri dei popoli più svariati convertiti all’ebraismo? Se è così, che ne consegue? Un popolo non è costituito dalla genetica ma dalla «cultura», è una «comunità immaginata», per cui non ha nessuna importanza speculare o affermare la «genetica» dei suoi membri. Del resto, il riferimento alla «fisionomia» degli ebrei (di Israele, o altrove) è erroneo: tra gli ebrei ci sono le più varie «fisionomie», dai biondi scandinavi ai neri etiopici. E allora? Sono tutti membri della stessa «comunità immaginata» che si ritiene il popolo ebraico, come lo sono gli italiani, i tedeschi, gli inglesi (pensi alle origini degli inglesi! Dai celti della Cornovaglia alla miscela generale di sassoni, danesi, normanni…).

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