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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Quando la Parola genera vita

Giorgio Vigna
2 maggio 2006
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Quando la Parola genera vita

Un testo agile, dedicato a una delle pagine più intense del Vangelo di Luca. La proposta del frate cappuccino Giuseppe Celli si colloca opportunamente tra i sussidi utili a chi desideri essere introdotto passo passo alla ri-lettura dell'episodio del Risorto che apare ai due discepoli incamminati verso Emmaus. Dopo l'invocazione dello Spirito Santo, il commento al testo, essenziale, mette in evidenza le dinamiche dello svolgimento del racconto e di alcuni suoi dettagli. La seconda metà del sussidio è dedicata all'interiorizzazione della Parola ascoltata e compresa.


Partiti delusi e scoraggiati da Gerusalemme, due discepoli vi ritornano araldi di vita, dopo aver incontrato il Signore risorto nella Parola e nell’eucaristia a Emmaus. In questo modo «sciogliamo» il titolo del presente libro, il cui tema è precisato dal sottotitolo: una lectio divina (lettura spirituale) del capolavoro letterario e teologico di Luca 24.

La pratica della lectio divina, nata e sviluppata nell’ambiente monastico, ha trovato ampia accoglienza in tutta la Chiesa a partire dal concilio Vaticano II, un evento dello Spirito che ha rinnovato i colori anche della spiritualità personale e comunitaria, riportandola alle sue fonti bibliche, patristiche e liturgiche. Nonostante nei documenti del Concilio non si incontri l’espressione lectio divina, il decreto conciliare Dei Verbum (sulla divina rivelazione) contiene passaggi fortemente allusivi. Leggiamo infatti: «Il santo Concilio esorta con ardore e insistenza tutti i fedeli, soprattutto i religiosi, ad apprendere “la sublime scienza di Gesù Cristo” (Fil 3,8) con la frequente lettura delle divine Scritture. “L’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo” (san Girolamo). (…) Si ricordino però che la lettura della sacra Scrittura deve essere accompagnata dalla preghiera, affinché si stabilisca il dialogo tra Dio e l’uomo; poiché “quando preghiamo, parliamo con lui; lui ascoltiamo, quando leggiamo gli oracoli divini”(sant’Ambrogio)». La Chiesa italiana non sarà mai abbastanza grata al cardinale Carlo Maria Martini che, attraverso i suoi scritti e soprattutto le sue catechesi, ha contribuito enormemente alla diffusione e alla pratica «popolare» – tuttora molto viva – di questa lettura «esistenziale» della Parola.

I sussidi (e i saggi) per la lectio divina ormai non si contano. La proposta del frate cappuccino Giuseppe Celli si colloca opportunamente tra i sussidi utili anche a chi desidera essere introdotto passo passo alla ri-lettura dell’affascinante testo di Luca. Dopo l’invocazione dello Spirito Santo, il commento al testo, essenziale, mette in evidenza le dinamiche dello svolgimento del racconto e di alcuni suoi dettagli. La seconda metà del sussidio è interamente dedicata alla interiorizzazione della Parola ascoltata e compresa. È questo il punto di arrivo dell’accostamento personale e comunitario alla Parola. A questo intende accompagnare questo e ogni sussidio di lectio divina.

Giuseppe Celli
Da Gerusalemme a Gerusalemme
passando per Emmaus
Lc. 24, 3-35, proposta di Lectio Divina
Gribaudi, Milano 2005
pp. 112 – 7,80 euro

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