Attualità

A Tabgha restaurato il santuario


 Terrasanta.net |  15 febbraio 2017

Alcune delle autorità presenti a Tabgha il 12 febbraio. Al centro il presidente Rivlin e (alla sua sinistra) il card. Woelki. (foto Mark Neyman/Flash90)

Dopo l'incendio doloso del giugno 2015, sono terminati i lavori di restauro del portico d'ingresso del santuario della Moltiplicazione dei pani e dei pesci, sulla riva nord del lago di Tiberiade.


(g.c.) - L’episodio aveva creato non poco sconcerto. Il 18 giugno 2015 alcuni estremisti ebrei (poi assicurati alla giustizia) avevano appiccato un incendio al quadriportico esterno del santuario della Moltiplicazione dei pani e dei pesci a Tabgha, sul Lago di Galilea. Le fiamme avevano distrutto una serie di piccoli negozi di ricordini ma, soprattutto, avrebbero potuto propagarsi alla basilica, affidata ai benedettini tedeschi, che custodisce il famoso mosaico bizantino raffigurante appunto il cesto con i pani e i pesci.

A distanza di quasi due anni, il 12 febbraio scorso, il cardinale arcivescovo di Colonia Rainer Maria Woelki, ha presieduto la messa nel santuario, riconsegnando idealmente ai pellegrini il Luogo Santo, che è stato oggetto di un meticoloso restauro.

Concelebravano anche mons. Giuseppe Lazzarotto, nunzio apostolico in Israele, monsignor  George Bacouni, arcivescovo melchita di Akko, monsignor Giacinto Boulos Marcuzzo, vicario per Israele del patriarca latino di Gerusalemme, il benedettino padre Nikodemus Schnabel, ex rettore dell’abbazia della Dormizione (sul colle di Sion a Gerusalemme) e del monastero di Tabgha, il gesuita padre David Neuhaus, vicario patriarcale per i cattolici di lingua ebraica, e fra Dobromir Jasztal, vicario della Custodia di Terra Santa. Al rito liturgico ha presenziato il presidente d’Israele Reuven Rivlin, insieme a capi religiosi musulmani, drusi ed ebrei.

Nell’omelia il cardinal Woelki ha rimarcato come «in un periodo di crescente nazionalismo, abbiamo bisogno di riconciliazione e di una vita che affonda le sue radici nel Vangelo. I potenti di tutto il mondo alimentano, ora più che mai, le idee nazionalistiche, offrendo loro un quadro religioso. In questo modo promuovono la discriminazione e portano soprattutto i giovani all’odio e alla violenza. Ma come cristiani, siamo chiamati a dare forma concreta al Regno e alla giustizia di Dio attraverso le nostre azioni».

Il presidente Rivlin ha voluto rimarcare come servano sempre più gesti di pace e riconciliazione. E ha ringraziato tutti coloro che si sono adoperati per il restauro: «Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato duramente per ripristinare questo luogo, e per annunciare chiaramente che questo odio non può vincere». Il sentimento ostile alla presenza cristiana tra gli ebrei nazionalisti e ultraortodossi è purtroppo una realtà da non trascurare nella società israeliana d’oggi.

La chiesa della moltiplicazione era stata bersaglio del gruppo estremista ebraico conosciuto come Tag Mehir (che ha colpito altri luoghi cristiani in Israele). Un anziano monaco benedettino tedesco e un giovane volontario rimasero coinvolti nell’incendio e, intossicati dai fumi, furono portati in ospedale. Non era la prima volta che la chiesa veniva attaccata. Il 27 aprile 2014, altri giovani estremisti ebrei avevano profanato la croce e un altare.

I danni provocati dall’incendio di giugno 2015 ammontano a un milione e 300 mila euro. Solo gli interventi sul portico sono costati l’equivalente di 950 mila euro. Le autorità israeliane hanno contribuito con 370 mila euro. Anche benefattori di varie parti del mondo hanno fatto la loro parte.

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