Dove la musica abbatte ogni barriera


di fra Alberto Joan Pari ofm |  gennaio-febbraio 2017

Prime lezioni per gli allievi più piccoli della scuola di musica Magnificat.

A Gerusalemme, all'ombra del campanile di San Salvatore, la scuola di musica Magnificat costruisce, con le note, ponti d'amicizia e dialogo.


Dallo scorso settembre sono stato nominato direttore della scuola di musica Magnificat di Gerusalemme, un conservatorio piccolo e prezioso che si trova nei sotterranei del convento di San Salvatore, in città vecchia. Ancora oggi mi capita di incontrare frati che mai hanno messo piede negli uffici della scuola o nei corridoi dell’Istituto, ma è un mondo che affascina e incuriosisce tutti. I frati del convento spesso sono allietati... alcuni un po’ infastiditi dai suoni che provengono dalla scuola, soprattutto quando qualche strumento non è ben accordato e quando l’orchestra fa le sue prove il venerdì alle tredici, ora sacra del riposo pomeridiano. Ma la loro pazienza è grande.

La scuola è un distaccamento del Conservatorio Pedrollo di Vicenza e ha compiuto da poco i venti anni di vita; nata dal sogno di un frate musicista, fra Armando Pierucci, che decise di intraprendere l’avventura dell’insegnamento della musica in una città vecchia dove nelle scuole veniva offerta una scarsissima, a volte nulla, preparazione musicale. I primi alunni furono educati a suonare il pianoforte e a cantare insieme, si aggiunse presto una classe di organo con la speranza di formare futuri organisti per le liturgie della Terra Santa. Oggi la scuola conta più di duecento allievi dai tre a venticinque anni, tre cori e ventisette insegnanti per i diversi corsi di pianoforte, organo, chitarra classica, violino, viola, violoncello, voce, flauto dolce e traverso, tromba, oboe e fagotto. Da tre anni sono stati avviati anche corsi accademici che permetteranno ai più grandi di diventare musicisti ed insegnanti professionisti. La cosa più bella, che rende questa scuola di musica speciale, è rappresentata dal fatto che studino insieme alunni e docenti cristiani, ebrei e musulmani.

Al Magnificat non esistono né «etichette» né discriminazioni, ognuno è accolto per la sua identità, non ci sono barriere di alcun tipo ed è un dono grande. Lo scorso anno ho iniziato a conoscere il Magnificat più da vicino perché mi è stato chiesto di aiutare l’ex direttore a gestire la scuola e a settembre, essendo cambiati molti incarichi all’interno della Custodia, sono divenuto direttore. Non nascondo un po’ di paura e di timore per quello che mi è richiesto, ma allo stesso tempo sono testimone di così tante belle cose che avvengono alla scuola ogni giorno che non posso smettere di ringraziare per tutto e per tutti. Negli anni alcuni degli ex studenti sono diventati professori e un gruppo di giovani iscritti ai corsi accademici si preparano per lo stesso scopo; credo sia uno dei frutti migliori di questa splendida missione. Ogni anno vengono organizzate dalla scuola delle gare di archi e di pianoforte e i livelli di preparazione degli allievi sono sorprendenti. Un’altra bellissima iniziativa della scuola è il festival delle canzoni per bambini in lingua araba, il Magic Lamp, una sorta di Zecchino d’Oro locale che ogni anno produce una dozzina di nuovi canti che poi sono inviati a tantissime scuole in tutto il Medio Oriente.

Il Magnificat è un laboratorio in continua produzione a cui collaborano diverse culture, fedi e mentalità... una sfida e una grande opportunità allo stesso tempo. La scuola esiste soprattutto grazie al grande impegno della Custodia di Terra Santa e alla immensa generosità di tanti amici e associazioni che non potremo mai ringraziare abbastanza. I nostri allievi spesso sono invitati all’estero per concerti e chissà che non capiti di arrivare anche vicino a casa di qualcuno di voi lettori; in quel caso sarà una gioia incontrarvi e offrirvi l’occasione di ascoltare la buona musica che la bravura e il talento dei nostri ragazzi sapranno proporre. Dal Magnificat vi mando un caloroso saluto ed auguro a tutti buona musica!

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