Babylon

Armamenti, grandi affari alla fiera di Abu Dhabi


di Fulvio Scaglione |  22 febbraio 2019

Archiviata la recente visita del Papa, gli Emirati Arabi Uniti sono tornati a fare affari. Nei giorni scorsi imprese americane ed europee hanno venduto loro armamenti per 5,5 miliardi di dollari. Come saranno utilizzati?


Meno di un mese fa, papa Francesco si è recato in visita negli Emirati Arabi Uniti dove ha parlato, con grande chiarezza, di convivenza, di «diritto alla diversità», tolleranza, pace, e della terribile guerra nello Yemen che le Nazioni Unite hanno definito la più grave crisi umanitaria in corso nel mondo. La visita è stata definita «storica» a buon diritto. E ad ascoltare il Papa c’erano non solo le massime autorità del mondo musulmano sunnita, ma anche l’emiro Khalifa bin Zayed al-Nahayan con i suoi più stretti collaboratori.

Nei giorni scorsi, però, e sempre negli Emirati, si è svolta una grande «fiera» dei maggiori produttori di armi di tutto il mondo, durante la quale l’emiro ha comprato ordigni e attrezzature militari per un valore di cinque miliardi e mezzo di dollari. La parte del leone, nelle vendite, l’hanno fatta le aziende americane, che hanno venduto agli Emirati missili antiaerei (qualcuno ricorda attacchi aerei contro questo Paese?) per quasi due miliardi di dollari. Ma anche le aziende di Russia, Francia, Cina e Regno Unito hanno siglato lucrosi contratti.

Gli Emirati Arabi Uniti, il cui territorio non è mai stato minacciato da alcuno, hanno poco più di nove milioni di abitanti ma da anni risultano sempre ai primi posti nel mondo per l’acquisto di armi. Questo succede anche perché sono impegnati dal 2015 nella guerra nello Yemen, all’interno della coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Ma non solo. Secondo molte organizzazioni umanitarie, le armi acquistate presso le aziende occidentali vengono poi girate dalle forze armate degli Emirati a milizie sunnite che operano fuori da qualunque controllo internazionale e commettono abusi e crimini di guerra di ogni genere. Lo ha detto molto chiaramente Amnesty International attraverso Patrick Wilken, uno dei suoi ricercatori specializzati nel traffico di armi.

In ogni caso, anche per quanto riguarda gli Emirati e lo Yemen, non tutte le armi sono uguali. Gli Stati Uniti di Donald Trump, che ha venduto armi ai Paesi del Golfo Persico come nessuno prima di lui, si stanno almeno attrezzando per limitare il proprio coinvolgimento. La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione affinché cessi qualunque coinvolgimento degli Usa nella guerra nello Yemen. E altrettanto sta per fare il Senato. È un passo importante, perché il Congresso ha il potere di veto sulle vendite di armi all’estero. Nulla di simile, invece, avviene negli altri Paesi che abbiamo citato come venditori, tra i quali anche i Paesi europei, a parole così interessati ai diritti umani. 

Anche con episodi come questo si misura la distanza, ancora enorme, tra la visione di papa Francesco e le miserie della realpolitik. Tutti sono pronti ad applaudire il Papa, quasi nessuno a seguirlo.


 

Perché Babylon

Babilonia è stata allo stesso tempo una delle più grandi capitali dell'antichità e, con le mura che ispirarono il racconto biblico della Torre di Babele, anche il simbolo del caos e del declino. Una straordinaria metafora del Medio Oriente di ieri e di oggi, in perenne oscillazione tra grandezza e caos, tra civiltà e barbarie, tra sviluppo e declino. Proveremo, qui, a raccontare questa complessità e a trovare, nel mare degli eventi, qualche traccia di ordine e continuità.

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Fulvio Scaglione, nato nel 1957, giornalista professionista dal 1981, è stato dal 2000 al 2016 vice direttore di Famiglia Cristiana. Già corrispondente da Mosca, si è occupato in particolare della Russia post-sovietica e del Medio Oriente. Ha scritto i seguenti libri: Bye Bye Baghdad (Fratelli Frilli Editori, 2003), La Russia è tornata (Boroli Editore, 2005), I cristiani e il Medio Oriente (Edizioni San Paolo, 2008), Il patto con il diavolo (Rizzoli, 2016). Prova a raccontare la politica estera anche in un blog personale: www.fulvioscaglione.com

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