E la fede si fa opere


di Federico Verbani |  marzo-aprile 2018

Un dettaglio del manifesto per la Colletta di Terra Santa 2018.

Il 30 marzo si tiene la Colletta del Venerdì Santo: il più grande sostegno materiale ai francescani della Custodia dei Luoghi Santi chiamati a vivere accanto a fratelli di fedi diverse.


Custodia, animazione dei Santuari, impegno al servizio della Comunità ecclesiastica locale: sono i molteplici impegni dei francescani a 800 anni dal loro arrivo in Terra Santa, ricordati da Papa Francesco nella sua lettera dello scorso ottobre al Custode, fra Francesco Patton. In particolare, sul servizio alle comunità cristiane del Medio Oriente si sofferma il Papa, che incoraggia i francescani «a perseverare lieti nel sostenere questi nostri fratelli, soprattutto i più poveri e i più deboli; nell’educazione della gioventù; nell’accoglienza degli anziani e nella cura degli infermi».

Per svolgere appieno questi compiti è fondamentale l’aiuto della Colletta del Venerdì Santo, che si celebra in tutte le Chiese cattoliche del mondo il prossimo 30 marzo.

La tradizione di questo aiuto risale all’apostolo Paolo, quando scrive, nella Prima lettera ai Corinzi, di «portare il dono della vostra liberalità a Gerusalemme», cioè la colletta in favore dei fratelli, quei fratelli che oggi sono i figli della Chiesa madre.

Nel corso dei secoli i pontefici hanno confermato i francescani nel loro ruolo di custodi, incoraggiandoli a essere testimoni del Risorto in Terra Santa. Una terra che comprende Israele e Palestina, ma anche Giordania, Egitto, Siria, Libano, Cipro e l’isola greca di Rodi.

L’importanza di questo aiuto è stata ribadita da Papa Paolo VI che, nell’esortazione Nobis in animo del 1974, insiste sul bisogno di maggiore cooperazione da parte del mondo cristiano con i francescani in Terra Santa. Papa Montini era stato in precedenza il primo Papa dell’epoca moderna a visitare in pellegrinaggio i luoghi della vita di Gesù. Paolo VI ha voluto rinnovare le regole della Colletta, i cui proventi sono destinati per quattro quinti a opere pastorali e sociali e per un quinto ai santuari dove i francescani prestano servizio: tra questi, il Santo Sepolcro di Gerusalemme, la basilica della Natività di Betlemme e la chiesa dell’Annunciazione a Nazaret.

Sono circa diecimila gli alunni formati nelle scuole dei frati, studenti cattolici, cristiani di altre Chiese e anche non cristiani, un segno di apertura ecumenica e di dialogo tra le fedi.

Le piccole comunità cattoliche di sei diversi riti orientali che, oltre ai cattolici latini, sono presenti in Terra Santa – armeni, caldei, copti, maroniti, greco-melchiti e siro-cattolici – sono un segno della ricchezza di fede e tradizione che ha bisogno di sostegno nei tempi difficili che vive il Medio Oriente. I conflitti armati, le continue tensioni politiche e le difficoltà economiche conseguenti continuano anche quest’anno a mettere a dura prova la sopravvivenza delle comunità cristiane nella regione, che possono evitare fughe ed emigrazione solo con l’aiuto e l’abbraccio della Chiesa in tutto il mondo.

«Chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso il suo cuore». Fra Francesco Patton ricorda le parole dell’Apostolo Paolo nella seconda Lettera ai Corinzi. È la scelta di donare e condividere parte dei propri beni, attraverso la Colletta, ricordando l’«amore più grande», lasciandosi provocare alla riconoscenza e alla generosità. Fu questa riconoscenza per l’«amore più grande», manifestato da Gesù sul Calvario il Venerdì Santo, ha portato i francescani otto secoli fa in Terra Santa, inviati da san Francesco come testimoni del Vangelo.

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Clicca qui per scaricare la locandina della Colletta per la Terra Santa 2018, da affiggere nei locali della tua parrocchia o associazione.

Clicca qui per leggere la lettera appello del cardinal Leonardo Sandri, per la Colletta 2018.

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