Attualità

Fiume Giordano, riapre il monastero di San Giovanni Battista


di Christophe Lafontaine |  7 febbraio 2018

Il monastero di San Giovanni Battista il Precursore sorge presso la riva occidentale del Giordano, in territorio palestinese. (foto Sharon Shlomo / Wikimedia Commons)

Il patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, proprietario dell'immobile, ha comunicato l'imminente riapertura del monastero che sorge non lontano da Gerico.


All’ingresso del sito del battesimo di Gesù, a Qasr el-Yahud, in una zona sotto il controllo militare israeliano, sorge tra le sabbie, i campi minati e i recinti di filo spinato, un monastero ortodosso. È dedicato a san Giovanni Battista Prodomos («il precursore») e i cristiani locali lo chiamano Deir Mar-Hanna. La sua architettura richiama quella di una fortezza medievale, piazzata lontano da tutto. Lo si raggiunge battendo una pista polverosa di oltre due chilometri dopo aver lasciato la strada 90, che percorre la valle del Giordano, e aver superato un posto di blocco. Cinquecento metri più in basso c’è la riva occidentale del fiume. Qui il Giordano ha un letto strettissimo che separa i territori palestinesi di Cisgiordania, occupati da Israele nel 1967, dal suolo della Giordania (sulla riva orientale). Qasr el-Yahud è sull’antica strada che collegava Gerusalemme e Gerico ad altri luoghi biblici oggi in territorio giordano, come il Monte Nebo e Madaba.

Segnato dai capricci della Storia e rimasto chiuso per anni (durante i quali è stato accessibile solo occasionalmente ai pellegrini), il complesso monastico verrà presto riaperto. L’annuncio è stato dato a fine gennaio dal patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme. In un comunicato ufficiale si precisa che nel monastero sono in corso lavori di ristrutturazione per farne nuovamente un santuario ortodosso e un luogo di accoglienza per i pellegrini.

Situato 9 chilometri a nord del Mar Morto, il monastero di Qasr el-Yahud («castello degli ebrei») fa memoria dell’ingresso degli israeliti nella Terra promessa, guidati da Giosuè dopo l’esodo dall’Egitto. Qui i cristiani commemorano anche il battesimo di Cristo. Ogni anno vi si celebrano i riti dell’Epifania ortodossa. Il clero guida una processione che dal monastero si snoda fino alle acque del Giordano. I pellegrini vengono principalmente dalla Terra Santa, ma anche da Russia, Ucraina, Romania, Grecia e altre parti d’Europa e degli Stati Uniti.

Il monastero fu fondato all’epoca delle grandi costruzioni bizantine effettuate da sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino (tra il 325 e il 335). In balia delle vicissitudini della storia, è stato più volte danneggiato e riparato. In epoca crociata il monastero è stato ricostruito (1128). Sappiamo anche che ha subito gravi danni durante un terremoto nel 1927 e che è stato nuovamente restaurato. Nel 1954 la struttura è stata ampliata.

L’area in cui sorge fu presa da Israele durante la Guerra dei Sei giorni (1967). Per la sua contiguità al confine con la Giordania quel pezzo di terra venne poi minato, rimanendo così chiuso per decenni ai visitatori. Nel 2000, in occasione del pellegrinaggio in Terra Santa di san Giovanni Paolo II, l’Autorità israeliana per i parchi e i beni naturali intraprese dei lavori che permisero un parziale accesso al fiume Giordano. Il monastero, però, restava interdetto alle visite.

Anche la riva occidentale del sito del battesimo di Gesù è stata in seguito ristrutturata, con una piccola area sminata da Halo Trust (un’organizzazione specializzata) con il consenso di israeliani, palestinesi e delle varie denominazioni religiose interessate. Ciò ha consentito, a partire dal 2011, un più agevole accesso dei pellegrini al fiume, grazie alla creazione di zone ombreggiate per la preghiera e alla costruzione di rampe in legno che scendono fino alle acque del Giordano, così che chi vuole possa bagnarvisi in ricordo del proprio battesimo. La struttura è oggi amministrata dalla Direzione dei parchi e delle risorse naturali di Israele.

Otto Chiese della Terra Santa hanno proprietà nelle vicinanze. Antiche vestigia testimoniano la grande devozione che da secoli circonda questo luogo, ritenuto come il sito ove ebbe inizio il ministero pubblico di Gesù. Episodio della vita del Messia che viene celebrato anche pochi metri più in là, a Wadi Kharrar, sulla riva giordana, dove negli ultimi anni, sotto gli auspici della Casa reale hashemita, sono state costruite diverse nuove chiese (non tutte già ultimate).

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Se vuoi approfondire, sul sito del battesimo di Gesù in passato abbiamo già scritto qui:

Nel luogo del Battesimo di Gesù

In riva al Giordano presto una nuova meta per i pellegrini

Una diatriba tra Stati sul luogo del battesimo di Gesù

Tra i poveri e Papa Francesco presto un altro abbraccio, in riva al Giordano

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