Attualità

Si è insediato a Gerusalemme il nuovo vescovo luterano


di Beatrice Guarrera |  13 gennaio 2018

Sani Ibrahim "Charlie" Azar, 56 anni, durante il suo primo sermone da vescovo luterano. (galleria fotografica di Nadim Asfour/Cts)

Il pastore Azar in corteo dalla Porta di Jaffa con moglie e figlie.

La processione dei celebranti si avvia alla chiesa luterana del Redentore.

Il pastore Azar e il vescovo Younan chiudono il corteo.

All'interno dela chiesa molti celebranti e fedeli. Presiede il vescovo uscente.

Una panoramica dell'assemblea.

Il nuovo vescovo, in ginocchio, sta per essere consacrato.

I vescovi concelebranti impongono le mani contemporaneamente sul pastore Azar.

Il nuovo vescovo riceve la mitra...

... e l'anello, simboli della dignità episcopale.

Si è svolta il 12 gennaio a Gerusalemme la cerimonia di insediamento del pastore Ibrahim Azar come nuovo vescovo della Chiesa evangelico-luterana di Giordania e Terra Santa.


Il pastore Sani Ibrahim “Charlie” Azar si è insediato ufficialmente come nuovo vescovo della chiesa evangelica luterana di Giordania e Terra Santa. Era stato eletto il 14 gennaio 2017 e nell’ultimo anno ha affiancato il vescovo uscente Munib Younan. Il 12 gennaio, a 12 mesi dalla nomina, è arrivato finalmente il giorno della consacrazione.

La giornata del nuovo vescovo è iniziata con l'ingresso solenne nella città vecchia di Gerusalemme, partendo dalla Porta di Giaffa accanto alla moglie Nahla e alle tre figlie Sally, Sama e Jihan. A precedere il corteo alcuni gruppi di scout palestinesi con strumenti musicali. Una volta giunti alla chiesa luterana del Redentore - nell’area del Muristan, vicino al Santo Sepolcro - ha avuto inizio la cerimonia di consacrazione e insediamento, alla presenza di molti fedeli della comunità.

La Chiesa evangelico-luterana, pur contando solo tremila persone, è ben radicata nella comunità araba, tanto che Azar è il quarto palestinese ad assumere la guida pastorale dei luterani locali. La loro chiesa in Terra Santa è organizzata in sei congregazioni, distribuite a Gerusalemme, Ramallah, Betlemme, Beit Jala, Beit Sahour e ad Amman in Giordania.

Il vescovo uscente Munib Younan era in carica dal 1998 e, per questo, aveva acquisito molta popolarità, essendo stato dal 2010 al 2017 anche presidente della Federazione luterana mondiale. Lui stesso ha presieduto i riti di passaggio del testimone durante la cerimonia del 12 gennaio, consacrando il pastore Azar, mettendogli al dito l'anello vescovile, dopo avergli posto sul capo la mitra e consegnato il bastone pastorale.

«L'ufficio può passare di mano e il vescovo evangelico luterano può ritirarsi secondo la costituzione della Chiesa, ma la chiamata a servire il Vangelo dell'amore non può finire - aveva affermato Younan due giorni prima -. La chiamata di Dio non finisce mai! Per questo motivo, continuerò ad essere un servitore del Vangelo, in qualunque modo Dio mi chiami dopo». Parole pronunciate il 10 gennaio a Betlemme, alla presenza di più di 500 persone tra fedeli e diplomatici intervenuti all'evento di ringraziamento per i suoi anni di servizio.

«Oggi, fratello mio Sani Ibrahim, quando assumerai il ruolo di vescovo, diventerai pastore dei pastori dell'Elcjhl - ha detto invece Younan alla cerimonia per il reverendo. Azar -. Non è un lavoro da poco preservare la nostra eredità evangelica, alzare la voce della verità, sfidare l'estremismo religioso e il populismo politico e difendere la pace basata sulla giustizia».

Tra i presenti alla celebrazione nella chiesa del Redentore anche rappresentanti delle altre Chiese cristiane di Terra Santa.

Il reverendo Azar ha scelto come frase per il suo primo sermone da vescovo la stessa della sua consacrazione: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (dal Vangelo di Giovanni, cap, 15, versetto 16), proprio a rimarcare la sua convinzione che Dio ha voluto farci figli di Dio, nonostante la nostra umanità. Ritornando coi ricordi al suo percorso nella scuola evangelica di Betlemme e alla sua connessione con altre scuole luterane, il vescovo Azar ha parlato del senso di unità tra cristiani e musulmani che si respira in questi istituti di formazione: «Questo senso di unità è ciò che mi auguro per noi oggi, nelle nostre case, nelle nostre chiese, nei nostri Paesi». Ha ringraziato poi per l'accompagnamento e il sostegno i vescovi suoi predecessori, i fedeli della chiesa del Redentore di Gerusalemme (che ha servito per trent'anni) e tutti i membri della sua famiglia. Consapevole dell'importanza del nuovo ministero, Azar ha affermato con gioia: «Sono onorato di assumere questa nuova responsabilità e prometto di continuare la nostra relazione basata sull'amore e sul rispetto».

La Terra Santa con gli occhi dei poveri

Forse non è una prima assoluta, ma di sicuro non è frequente. Nelle settimane scorse un gruppetto di poveri s'è fatto pellegrino insieme ai francescani e ai volontari del Centro Sant'Antonio di Milano.

L'arte giudaica del Quinto secolo, vivace e prospera

Gli scavi archeologici in corso da anni a Huqoq, in Galilea (Israele), riportano alla luce sempre nuove testimonianze di periodo bizantino. Provengono da una signagoga, riccamente decorata.

Dal Papa a Bari nuova richiesta di pace per il Medio Oriente

A Bari sabato 7 luglio un'altra tappa del cammino ecumenico. Su invito di Papa Francesco i capi delle Chiese mediorientali hanno messo in comune preghiere e riflessioni.

Ricorso legale, rinviato lo sgombero di Khan al Ahmar

C'è forse ancora un flebile filo di speranza per il villaggio beduino di Khan al Ahmar alle porte di Gerusalemme Est. Un nuovo ricorso alla Corte suprema israeliana ha fermato lo sgombero in corso.