«Guardo al mondo con occhi nuovi»


di Giampiero Sandionigi |  gennaio-febbraio 2018

Fra Antonio Iacona, Commissario di Terra Santa per la Sicilia

Fra Antonio è il più giovane Commissario di Terra Santa d'Italia. Vive a Palermo e del suo primo pellegrinaggio ama dire: «In Terra Santa il Vangelo m'è parso "davvero vero”»


Con i suoi 33 anni d’età, fra Antonio Iacona, originario di Ravanusa in provincia di Agrigento, è il più giovane Commissario di Terra Santa in Italia. Lo incontriamo una sera d’autunno a Palermo in quello che un tempo era un convento della Custodia di Terra Santa e da qualche anno è passato alla provincia siciliana dei Frati minori, che vi hanno trasferito la sede del ministro provinciale e della sua curia.

Quella di Sicilia è per i Minori una terra non avara di vocazioni. I frati sono più di 110, sparsi in tutta l’isola, e ogni anno ci sono giovani che bussano alla porta dei conventi chiedendo di poter verificare la chiamata alla vita religiosa tra i francescani.

Osserva in proposito fra Antonio: «Insieme all’animatore vocazionale e all’équipe formativa della nostra provincia religiosa continuo a pensare che è davvero il Signore a intervenire perché paradossalmente, soprattutto negli ultimi tempi, non abbiamo avuto ingressi di giovani che frequentano abitualmente i nostri conventi. I ragazzi che arrivano a noi lo fanno semplicemente perché ci vedono. Come frati siamo presenti sul territorio attraverso le missioni popolari, le predicazioni, l’annuncio del Vangelo, o anche semplicemente attraverso serate che si organizzano nelle piazze delle città e dei paesi. Sono eventi gratuiti, nel senso che non si prefiggono scopi particolari se non quello di farci presenti in determinati contesti: sono momenti molto semplici in cui magari si suona la chitarra, si mangia un gelato insieme, si fa una passeggiata, o si sta seduti sui gradini di una chiesa a parlare. Da lì in chi ci osserva nascono domande».

Riguardo alla propria di vocazione, fra Antonio dice che la trova «di un’ordinarietà assolutamente ordinaria»: «Penso che il Signore, in un determinato momento della mia vita, mi abbia dato degli occhi nuovi per leggere quello che c’era intorno a me. Non era cambiato niente, se non il mio modo di guardare. In quel modo il Signore mi ha fatto una proposta che tranquillamente posso paragonare a quella decisiva tra fidanzati. In me è nato così il desiderio di appartenere totalmente a lui con l’adesione a una chiamata di speciale consacrazione all’interno dell’Ordine dei Frati minori».

Dopo i primi anni di formazione, il giovane religioso ha studiato filosofia nello studentato teologico di Messina. Giunto il momento di affrontare la teologia il ministro provinciale gli propose di studiarla a Gerusalemme, nel seminario della Custodia. Era il 2009 e per fra Antonio – che è rimasto laggiù fino al 2013 – fu una scoperta.

«Non ero mai stato in Terra Santa prima. Che esperienza è stata? Difficile rispondere. La prima sensazione è che il Vangelo, che da sempre avevo creduto e che da frate avevo cominciato a conoscere e approfondire, lì mi è sembrato, come amo ripetere, “davvero vero”. È stato come se il bagaglio di fede che avevo ereditato e che già credevo avesse trovato in Terra Santa la sua “conformazione a terra”, la sua posizione giusta. L’esperienza successiva fu la grazia dello stare dentro il “quinto vangelo”, di conoscere la geografica biblica; vedere e toccare con mano i luoghi in cui “per me” il Signore si è incarnato, ha vissuto, è morto e risorto. È qualcosa che cerco di far comprendere ai pellegrini quando li accompagno. La Rivelazione non è semplicemente come un progetto per tutti, e quindi per nessuno, ma proprio per me e per ciascuno di noi. E implica che ognuno scriva il proprio nome nel libro della Rivelazione».

Terminati gli studi teologici fra Antonio ha chiesto di non essere ordinato sacerdote e  «di restare nel popolo di Dio non con il ruolo di guida, di presbitero, ma da fratello, da laico insieme a tanti altri laici».

Per il ministero di Commissario di Terra Santa della Sicilia, iniziato nell’agosto 2015, Iacona non ha tutto il tempo che vorrebbe, perché contemporaneamente è anche segretario della curia provinciale. «Oggi come oggi – spiega – le mie energie come Commissario si profondono soprattutto nell’organizzazione dei pellegrinaggi. Grazie a Dio, arrivando qui ho trovato due uffici ben avviati e mandati avanti da volontari: l’ufficio per la Colletta, dove giungono le offerte destinate alla Terra Santa, e l’ufficio pellegrinaggi. Coordino questi uffici e mi occupo io stesso di trattare con le agenzie viaggi e incontrare i pellegrini in partenza, che per lo più sono gruppi parrocchiali già composti. A differenza di altri Commissari italiani non ho ancora potuto organizzare pellegrinaggi riservati ai giovani. L’organizzazione previa richiede molto tempo e una rete di contatti sul territorio che al momento mi è impossibile cercare e poi mantenere. Tuttavia i frati che animano la pastorale giovanile della nostra provincia premono per inserire anche un pellegrinaggio in Terra Santa nelle proposte che facciamo ai nostri ragazzi e ragazze. Credo che ci arriveremo presto».

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