Attualità

In Egitto per i copti una grande cattedrale e nuovi martiri


 Terrasanta.net |  29 dicembre 2017

Il cantiere della cattedrale copta che sta per essere inaugurata nella nuova capitale amministrativa egiziana. (foto: The New Capital)

Verrà inaugurata la notte del Natale copto la più grande cattedrale del Nord Africa e Medio Oriente. L'impegno fu preso un anno fa dal capo dello Stato. Intanto, però, continuano gli attentati contro i cristiani.


Promessa mantenuta. In occasione della messa dello scorso Natale copto, il 7 gennaio 2017, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi aveva annunciato la costruzione di una nuova cattedrale per i copti ortodossi, con una mossa che voleva suonare rassicurante per la comunità cristiana del Paese, colpita da un grave attentato solo pochi giorni prima. Un anno più tardi, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2018, al-Sisi inaugurerà insieme con il patriarca copto Tawadros II la grande chiesa, che sarà dedicata alla Natività di Cristo, secondo quanto riferisce il giornale Egypt Today. Così, per la quarta volta consecutiva, il presidente prenderà parte alle liturgie natalizie dei copti, consistente minoranza in una nazione essenzialmente musulmana. Nessuno dei predecessori di al-Sisi aveva mai presenziato alle solennità cristiane. Il portavoce del patriarcato copto, padre Paul Halim, precisa che per l’occasione papa Tawadros non presiederà i riti nella cattedrale di San Marco al Cairo (nel quartiere di Abbassia, dov’è la residenza patriarcale).

Il nuovo luogo di culto cristiano sorge nel territorio di quella che sarà la nuova capitale amministrativa egiziana, a una quarantina di chilometri dal Cairo. L’agenzia Fides annota che si parla della più grande cattedrale del Nord Africa e Medio Oriente. A pochi passi va crescendo anche la più grande moschea dell’Egitto. Nella prossimità dei due edifici al-Sisi vede «un simbolo di coesistenza».

Nel cantiere della cattedrale cruciforme si lavora a ritmi incalzanti e nelle ultime settimane le maestranze si sono impegnate in una corsa contro il tempo per rendere possibile l’inaugurazione in concomitanza con le celebrazioni natalizie.

L’edificio sacro sarà circondato da giardini e da un complesso di strutture che includono le abitazioni e gli uffici del personale religioso, un parcheggio sotterraneo multipiano, sale riunioni, aule multifunzionali e una chiesa di minori dimensioni. La cattedrale vera e propria occupa il secondo piano dello stabile principale, con una superficie di 8.100 metri quadrati. La navata può accogliere 7.500 fedeli e si sviluppa lungo l’asse est-ovest. All’incrocio coi transetti una cupola, alta 39 metri e con un diametro di 40, poggia su quattro pilastri. Al piano inferiore una chiesa più piccola (1.800 metri quadrati) potrà contenere 1.200 persone. La cattedrale avrà due campanili che raggiungono i 60 metri d’altezza.

Nel gennaio 2017 il presidente egiziano si era impegnato con i connazionali copti anche a far riparare le chiese danneggiate o distrutte nel corso dell’estate 2013, durante i disordini esplosi in Egitto quando fu defenestrato il presidente islamista Mohammed Morsi, legittimamente eletto nelle presidenziali del 2012, alle quali aveva partecipato come candidato sostenuto dai Fratelli Musulmani.

I copti rappresentano grosso modo il 10 per cento dei 94 milioni di egiziani e costituiscono la comunità cristiana più numerosa di tutto il Nord Africa e Medio Oriente. Sono costantemente nel mirino dei terroristi. L’ultimo attacco è proprio di quest’oggi, 29 dicembre 2017, quando due uomini hanno preso d’assalto una chiesa copta a Helwan, nella parte meridionale del Cairo. I criminali sono stati affrontati dagli addetti alla sicurezza e dagli astanti: uno, con addosso una cintura esplosiva poi disinnescata dagli artificieri, è stato ucciso, mentre l’altro è riuscito a fuggire. Nel corso dell’attacco sono molte dieci persone, inclusi due agenti.

Negli ultimi mesi numerosi cittadini copti in Egitto hanno perso la vita in modo violento: il 12 ottobre nella capitale venne assassinato all’arma bianca un prete. Il 26 maggio morirono 28 cristiani durante un attentato del sedicente Stato islamico a un pullman di pellegrini diretti a un monastero copto. Tre altri attacchi erano stati registrati tra il dicembre 2016 e l’aprile scorso ad Alessandria e a Tanta.

Il ministero dell’Interno egiziano - riportano i media - ha rafforzato il dispiegamento di uomini e mezzi a protezione delle chiese in tutto il Paese, in occasione delle festività natalizie. Gli agenti schierati sono 230 mila. (c.l./g.s.)

Preghiera e cultura, il 24 aprile nel ricordo del genocidio armeno

Iniziative religiose e culturali in tutta Italia accompagnano la giornata che ricorda le vittime del genocidio degli armeni, iniziato nel 1915 nei territori dell’Impero ottomano. Il commento del console Pietro Kuciukian.

Diritto al ritorno, c'è chi dice sì

Mentre nella Striscia di Gaza si ripetono le manifestazioni per il diritto dei profughi palestinesi a tornare alle loro terre, un sondaggio su un campione di israeliani dice che non tutti sarebbero contrari.

Aleppo e Damasco, storie di solidarietà e speranza

I recenti bombardamenti americani in Siria hanno riacceso la paura di un’escalation del conflitto. L’impegno della Chiesa per soccorrere la popolazione, nei racconti dei frati della Custodia.

L'arte italiana del Novecento nei santuari di Terra Santa

Se ne è parlato il 19 aprile ai Musei Vaticani durante la presentazione di un libro sugli artisti coinvolti da Antonio Barluzzi nei lavori ai santuari. Tra i relatori anche fra Francesco Patton.