Attualità

Il presidente di Israele ha ricevuto il nunzio Girelli


 Terrasanta.net |  30 novembre 2017

L'arcivescovo Leopoldo Girelli con il presidente israeliano Reuven Rivlin il 29 novembre 2017 a Gerusalemme. (foto Mark Neiman/GPO)

Il nuovo nunzio apostolico in Israele, mons. Leopoldo Girelli, ha presentato le credenziali al presidente Reuven Rivlin, il quale ha colto l'occasione per invitare il Papa nel settantesimo dello Stato ebraico.


In un’atmosfera distesa e particolarmente calorosa il presidente israeliano Reuven Rivlin ha ricevuto, il 29 novembre, il nuovo nunzio apostolico in Israele, mons. Leopoldo Girelli, che gli ha presentato le lettere credenziali iniziando così ufficialmente il suo mandato. Poco prima, nella stessa mattinata, erano stati ricevuti alla residenza presidenziale anche i nuovi ambasciatori di Svezia, Portogallo e Uruguay. Con il rappresentante diplomatico della Santa Sede Rivlin è stato molto cordiale. L’arcivescovo Girelli, secondo i testimoni, si è mostrato piacevolmente sorpreso da tanta informalità ed entusiasmo.

Reuven Rivlin ha detto al suo ospite: «È qui che tutto è cominciato. Questa terra accomuna e santifica tutti noi, ebrei, cristiani e musulmani. La questione si è fatta politica, ma Gerusalemme è anzitutto la città di Dio». «Noi qui facciamo di tutto – ha rimarcato il capo di Stato – per consentire a ciascuno di adorare Dio secondo la propria fede».

Il presidente ha poi espresso il suo apprezzamento per gli sforzi e l’impegno profusi da Papa Francesco nel promuovere la comprensione tra le diverse religioni. Ha quindi soggiunto: «Non c’è che un solo Dio. A ciascuno sta adorarlo secondo le proprie tradizioni, ma noi dobbiamo rispettarci reciprocamente perché tutti siamo suoi figli. Ho avuto l’onore di far visita al Papa in Vaticano e abbiamo parlato degli sforzi necessari per una maggiore cooperazione tra le diverse comunità in Terra Santa e dell’impegno israeliano per rendere sempre più accessibile ai pellegrini di tutto il mondo la “terra dei monasteri” in riva al Giordano». Annotazione: Rivlin si riferisce qui alla sponda occidentale del fiume nella località, non lontana da Gerico, in cui si fa memoria del battesimo di Gesù. L’area - che è sì controllata dalle forze armate israeliane, ma si trova nei Territori palestinesi al confine con la Giordania – è interessata da operazioni di bonifica dalle mine piazzate durante le guerre arabo-israeliane. Pochi metri più in là, sulla sponda orientale del fiume, in territorio giordano, un’ampia fascia di terra è già consacrata ai pellegrinaggi che ricordano il battesimo del Nazareno.

Il nunzio Girelli, nel prendere la parola, ha ringraziato il presidente dicendo: «Colgo questa occasione per trasmetterle, signor presidente, i saluti e la benedizione del Santo Padre. Papa Francesco porta la Terra Santa nel cuore ed è particolarmente vicino al popolo di Israele e al popolo palestinese». «Il Papa – ha aggiunto l’arcivescovo – desidera sottolineare l’importanza del dialogo, della tolleranza e della comprensione reciproca. È grazie al dialogo che noi possiamo realmente giungere alla pace e alla sicurezza».

Il presidente ha proposto un brindisi per il Papa, al quale ha rivolto l’invito a recarsi nuovamente in Israele in occasione delle celebrazioni che nel 2018 segneranno il settantesimo anniversario della creazione dello Stato ebraico. «Il Papa – ha concluso Reuven Rivlin – ha un messaggio per tutti i popoli del mondo e ha fatto molto per contrastare l’antisemitismo».

Monsignor Leopoldo Girelli è stato nominato nunzio apostolico in Israele il 13 settembre scorso. È insieme anche delegato apostolico a Gerusalemme e rappresentante pontificio in Palestina. Per questo presenterà le credenziali anche al presidente Mahmud Abbas (Abu Mazen).

Benché la sede ufficiale della nunziatura apostolica sia a Jaffa (vale a dire a Tel Aviv, come è per tutte le ambasciate in Israele), il diplomatico risiede abitualmente a Gerusalemme, nella sede della delegazione apostolica situata sulle pendici del Monte degli Ulivi.

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