Tra i poveri e i profughi delle guerre del Medio Oriente


di Giuseppe Caffulli |  novembre-dicembre 2017

I partecipanti al convegno dei Commissari di Terra Santa di lingua italiana svoltosi a Rodi (Grecia), dal 9 al 14 ottobre 2017.

Incontri a tu per tu durante la Conferenza dei Commissari di Terra Santa di lingua italiana (che comprende anche Slovacchia, Polonia, Slovenia e Croazia) riunitasi a Rodi (Grecia).


«Ero straniero e mi avete accolto». Questo passo, tratto dal Vangelo di Matteo (25,35), è stato scelto come tema per l’annuale Convegno della Conferenza dei Commissari di Terra Santa di lingua italiana (che comprende anche Slovacchia, Polonia, Slovenia e Croazia) e che si è svolto a Rodi (Grecia) dal 9 al 14 ottobre scorso. Come ogni anno, il Convegno è un’occasione di incontro tra i Commissari e di approfondimento su aspetti che riguardano la vita della Custodia di Terra Santa ovunque essa si trovi ad operare.

Nel corso della prima giornata i padri Commissari, dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente della Conferenza fra’ Sergio Galdi, hanno ascoltato l’intervento di fra’ John Luke Gregory sulla situazione dei rifugiati in quell’area del Mediterraneo, del vicario custodiale fra Dobromir Jasztal, di fra’ Marcelo Cichinelli (discreto di Terra Santa e coordinatore dei Commissari a livello internazionale) e dell’economo custodiale fra Ramzi Sidawi. Temi discussi: l’azione e l’opera dei Commissari di Terra Santa in favore dei Luoghi Santi e nella situazione di emergenza umanitaria in Siria e Libano.

Il giorno successivo è stato dedicato ad una visita sul campo, alle varie realtà che nell’isola di Kos si dedicano all’emergenza umanitaria. Poco più di un anno e mezzo fa, il 16 aprile 2016, papa Francesco visitava con il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, l’isola di Lesbo. Rodi e Kos sono poco lontane e vivono una situazione simile. Già allora, intervistato da Terrasanta.net, fra John Luke Gregory ci aveva raccontato del suo impegno e della sua opera. «Io lo dico sempre ai miei parrocchiani – ci diceva fra Luke –: quello che ci dice il Papa è di mettere la pietà… in azione. È troppo facile dire solo Kyrie Eleyson, Signore pietà».

Con la visita a Rodi e Kos i Commissari di Terra Santa hanno voluto toccare con mano l’impegno della Custodia di Terra Santa a favore dei profughi e dei rifugiati. Ce ne ha parlato in proposito fra Sergio Galdi: «Kos è stata investita in pieno dal fenomeno dei profughi. L’isola ha avuto nel periodo più caldo fino a 58 mila rifugiati. Oggi sull’isola esiste un hot-spot per l’accoglienza, l’identificazione e lo smistamento che è stato pensato per 600 persone, ma ne ospita in realtà 3 mila. Persone che vivono in situazione di grave indigenza e in condizioni sub-umane. Alla fine le autorità greche non ci hanno dato il permesso di entrare. Abbiamo potuto vedere qualcosa solo dall’esterno. Evidentemente le condizioni di vita in quel luogo sono davvero precarie».

Nel pomeriggio del giorno successivo, i Commissari di Terra Santa hanno visitato il centro profughi di Rodi. «In quello che era l’ex mattatoio dell’isola al tempo della presenza italiana, sono ospitati un centinaio di persone, tra cui minori non accompagnati e anche giovani e coppie. La struttura è fatiscente e le condizioni sanitarie sono inenarrabili. Sono per la maggior parte iracheni e siriani. Soprattutto bambini, portatori di storie e di un vissuto terribile. Omar, per esempio, ha visto la mamma e la sorellina dilaniate da una bomba. Non ha neppure 8 anni e per lo choc balbetta. Un altro ragazzino ha visto a Baghdad la cattura del padre al quale gli islamisti hanno poi tagliato la testa. In più, nel nostro convento di Rodi, 250 persone ogni martedì ricevono aiuti in vestiario, medicine e un pacco alimentare».

La scelta di Rodi non è stata casuale, insomma, per i Commissari di Terra Santa. Ricordiamo infatti che Rodi fa parte del territorio della Custodia di Terra Santa. «Abbiamo scelto di recarci a Rodi proprio per dare un aiuto e per offrire vicinanza anche ai nostri confratelli impegnati in quel contesto. Come Conferenza dei Commissari di lingua italiana abbiamo deciso di compiere dei passi concreti di aiuto in favore di questi fratelli. Presenteremo una proposta al padre Custode, fiduciosi che il nostro progetto possa essere accolto».

Il bilancio del Convegno 2017 è comunque positivo. «Sono state 27 le presenze, praticamente tutti i frati della Conferenza. Sono stati momenti di fraternità e condivisione. Abbiamo maturato una sensibilità comune che ci ha consentito di poter arrivare alla decisione di intervenire insieme».

Il prossimo appuntamento assembleare è fissato per il novembre 2018, quando a Gerusalemme si celebrerà il quarto Convegno internazionale dei Commissari, un’occasione d’incontro e fraternità per i frati minori di ogni parte del mondo impegnati nel sostegno alle opere e alle comunità cristiane di Terra Santa.

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