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Palmira ad Aquileia (passando per Gerusalemme)


 Terrasanta.net |  30 giugno 2017

Testa di sacerdote da sarcofago palmireno, seconda metà II-inizi III secolo d.C., Terra Sancta Museum. (foto Gianluca Baronchelli)

Busto muliebre da sarcofago palmireno, seconda metà II secolo d.C., Terra Sancta Museum, Gerusalemme. (foto Gianluca Baronchelli)

Tessere palmirene in terracotta (I-III secolo d.C.), Terra Sancta Museum, Gerusalemme. (foto Gianluca Baronchelli)

Si apre il 2 luglio al Museo archeologico di Aquileia (Udine) la mostra Volti di Palmira ad Aquileia. Vi saranno esposti reperti in prestito da vari musei, incluso il Terra Sancta Museum di Gerusalemme.


(g.s.) - Il 2 luglio si apre al Museo archeologico nazionale di Aquileia (Udine) la mostra Volti di Palmira ad Aquileia, che chiuderà i battenti il prossimo 3 ottobre. Si tratta della prima mostra che in Europa viene dedicata alla città siriana dopo le distruzioni recentemente perpetrate degli uomini del sedicente Stato islamico (Isis). L’iniziativa si inserisce nel percorso dell’Archeologia ferita, che la Fondazione Aquileia ha intrapreso nel 2015, in collaborazione con il Polo museale del Friuli Venezia Giulia, con la mostra dei tesori del Bardo di Tunisi per dare conto di quanto accade ormai da anni nei Paesi teatro di distruzioni e violenze operate dal terrorismo fondamentalista, mostrando al pubblico opere provenienti da quei siti.

L’esposizione, a cura di Marta Novello e Cristiano Tiussi, si avvale di prestiti concessi dal Terra Sancta Museum (Gerusalemme), dai Musei Vaticani, dai Musei Capitolini (Roma), dal Museo delle civiltà - Collezioni di arte orientale “Giuseppe Tucci” (Roma), dal Museo di Scultura Antica “Giovanni Barracco” (Roma), dal Civico museo archeologico di Milano e da una collezione privata. Vengono esposti sedici pezzi originari di Palmira – alcuni dei quali riuniti per la prima volta dopo la loro dispersione nelle collezioni occidentali – e otto da Aquileia che vogliono dimostrare, pur nella distanza geografica e stilistico-formale, il medesimo substrato culturale che accomuna le due città.

«Sia Palmira che Aquileia – rammentano Antonio Zanardi Landi e Cristiano Tiussi, presidente e direttore della Fondazione Aquileia – erano luoghi di tolleranza e fruttuosa convivenza tra culture e religioni diverse, oltre a esser testimoni che diciotto secoli fa il Mediterraneo costituiva un’unità integrata non solo dal punto di vista dei commerci, ma anche di quello della circolazione delle idee e dei canoni artistici e narrativi».

La mostra avrà una ricaduta positiva anche per il Terra Sancta Museum, di proprietà della Custodia di Terra Santa. I reperti che ha concesso in prestito sono stati restaurati con un intervento finanziato e coordinato dal Polo museale del Friuli Venezia Giulia.

A margine della mostra è prevista anche un’ampia gamma di eventi collaterali, tra i quali segnaliamo in primo luogo la presentazione del libro Palmira. Storie straordinarie dell’antica metropoli d’Oriente (Edizioni Terra Santa, 2017) in calendario il 24 agosto con la partecipazione dell’autrice Maria Teresa Grassi, responsabile della missione archeologica italo-siriana a Palmira e docente presso l’Università degli Studi di Milano.

Volti di Palmira ad Aquileia sarà accompagnata dalla mostra fotografica Sguardi su Palmira – fotografie di Elio Ciol eseguite il 29 marzo 1996, con venti scatti inediti, che si terrà nei nuovi spazi della Domus e Palazzo episcopale in piazza Capitolo.

Durante l’Aquileia Film Festival il 26 luglio verrà proiettato il cortometraggio Quel giorno a Palmiradi Alberto Castellani, con l’intervista a Khaled al-Asaad, il compianto anziano ex-direttore degli scavi di Palmira ucciso dai banditi dell’Isis il 18 giugno 2015. Il 29 luglio è prevista la prima italiana del film Destruction of Memory, di Tim Slade.

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Il Museo archeologico nazionale di Aquileia è in via Roma, 1 ad Aquileia. Gli orari di apertura sono da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30. Biglietto d’ingresso: intero 6,00 euro; ridotto 3,00 euro.

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