Attualità

Tra Santa Sede e Israele accordo in vista


di Christophe Lafontaine |  15 giugno 2017

Stretta di mano tra papa Francesco e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nel maggio 2014 a Geusalemme (foto Alex Kolomoisky/Flash90)

L'accordo in materia economica, fiscale e finanziaria tra la Santa Sede e lo Stato di Israele potrebbe presto giungere in porto. Lo lascia intendere un comunicato della Commissione bilaterale permanente.


In un comunicato congiunto della Santa Sede e di Israele datato 13 giugno, ma diffuso ieri dal Vaticano, si parla di una possibile rapida conclusione dei negoziati e della firma dell’accordo che regolerà le questioni finanziarie e i diritti di proprietà della Chiesa cattolica in Israele.

Al termine della seduta plenaria della Commissione bilaterale permanente di lavoro tra la Santa Sede e lo Stato di Israele si è espresso compiacimento per i progressi compiuti. La riunione è stata co-presieduta da mons. Antonio Camilleri, nella sua veste di sottosegretario per i rapporti con gli Stati, e dal ministro israeliano per la cooperazione regionale, Tzachi Hanegbi.

Un lungo cammino è stato percorso per giungere fino a questo punto. Per comprendere meglio, occorre ricordarsi che l’accordo a cui si sta lavorando è previsto dall’Accordo fondamentale firmato tra le due Parti il 30 dicembre 1993, un quarto di secolo fa.

I negoziati (interminabili) della Commissione bilaterale furono avviati di fatto nel 1999. Si interruppero nel 2014 e sono ripresi nel gennaio scorso. Vertono sul riconoscimento dei diritti giuridici e patrimoniali delle istituzioni cattoliche e sulla questione delle esenzioni fiscali di cui la Chiesa beneficiava già al momento della creazione dello Stato di Israele nel 1948 (come, ad esempio, il tema del pagamento – o meno – delle imposte fondiarie sui beni immobili ecclesiastici ma anche il regime fiscale da applicare alle case di accoglienza dei pellegrini e le sovvenzioni di cui possono beneficiare scuole e ospedali). Uno dei punti certamente più emblematici è quello che riguarda il Cenacolo. La Chiesa – e segnatamente la Custodia di Terra Santa – ha tuttora in mano i documenti che attestano i suoi storici diritti di proprietà, ma la geopolitica di questi ultimi 70 anni ha ulteriormente complicato il tenore delle rivendicazioni degli uni e degli altri. Da parte sua, la Chiesa ha mostrato la propria buona volontà dichiarandosi pronta a discutere di diritto d’uso invece che continuare a rivendicare la proprietà.

L’accordo bilaterale che potrebbe essere firmato presto tra la Santa Sede e Israele segue un accordo simile raggiunto nel giugno 2015 tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina. Un patto che sancisce la libertà d’azione della Chiesa in Palestina e tocca questioni come la giurisdizione ecclesiastica, i luoghi di culto, le attività sociali, i mezzi di comunicazione sociale, le questioni fiscali e i diritti di proprietà. L’accordo è entrato in vigore il 2 gennaio 2016.

L’attuale fase di negoziati tra lo Stato ebraico e la Sede di Pietro, coincide con un momento in cui a Gerusalemme si vocifera di un nuovo pellegrinaggio di papa Francesco in Terra Santa. C’è un altro elemento da considerare: Israele punta ad ottenere il seggio di membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel biennio 2019-2020. Un obbiettivo difficile da raggiungere per lo Stato ebraico, considerato che per entrarvi dovrà ottenere i due terzi di consensi nell’Assemblea generale dell’Onu e che probabilmente non potrà contare sui voti delle nazioni arabe. La firma di un accordo con la Santa Sede potrebbe, forse, influenzare positivamente i Paesi a maggioranza cattolica di America Latina e Africa.

Un’ultima parola: in questo lungo negoziato bilaterale non è la prima volta che si leggono toni positivi in un comunicato della Commissione bilaterale. La prudenza è dunque d’obbligo.

I cattolici melchiti hanno un nuovo patriarca

È il vescovo Joseph Absi (71 anni), di nazionalità siriana come il predecessore Gregorio III Laham. Il sinodo melchita lo ha eletto quest'oggi. Sarà punto di riferimento per quasi 2 milioni di fedeli.

Tutelare i Luoghi Santi di Gerusalemme, priorità per Amman

Nei giorni scorsi, durante due incontri pubblici ad Amman e a Parigi, re Abdallah di Giordania ha ribadito il suo impegno nel difendere i luoghi santi cristiani e musulmani di Gerusalemme.

Marcel-Jacques Dubois e il dialogo con Israele

Il 15 giugno di dieci anni fa moriva a Gerusalemme il teologo e filosofo domenicano Marcel-Jacques Dubois, personalità di punta nel dialogo con il giudaismo. Un libro gli rende omaggio.

Naufragi libici

Continua in Libia il dramma dei migranti diretti verso l’Italia. Intanto il Paese nordafricano resta diviso tra fazioni incapaci di giungere a un vero accordo di unità nazionale.