Attualità

Da Palmira al Santo Sepolcro, a Milano una due giorni di archeologia


 Terrasanta.net |  3 maggio 2017

La Biblioteca Ambrosiana, che ospiterà la due giorni sull'archeologia del Medio Oriente.

Il 5 e 6 maggio tornano, a Milano, le Giornate di archeologia e storia del Vicino e Medio Oriente organizzate dalla Fondazione Terra Santa con la Biblioteca Ambrosiana e lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.


(i.s.) - Dopo nove lunghi mesi di restauro, in occasione della Pasqua appena trascorsa, i pellegrini hanno potuto osservare – per la prima volta dal 1947 – l’Edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme in tutto il suo splendore.  I marmi della struttura sono stati ripuliti e sono state rimosse le travi metalliche che ingabbiavano la struttura compromessa dai terremoti. Ma soprattutto sono stati effettuati complessi lavori di restauro e consolidamento, per assicurare la stabilità dell’Edicola e garantirne la conservazione, per i secoli a venire.

Si è trattato di un intervento estremamente complesso, condotto con tecnologie all’avanguardia sotto la direzione della professoressa Antonia Moropoulou, docente presso l'Università tecnica di Atene (Ntua) che venerdì 5 maggio terrà una lectio magistralis presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano dal titolo I restauri della tomba di Cristo.

L’incontro con la professoressa Moropoulou (inizio alle ore 10.30) si inserisce nelle Giornate di archeologia e storia del Vicino e Medio Oriente del 5 e 6 maggio organizzate dalla Fondazione Terra Santa in collaborazione con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, con il contributo di Fondazione Cariplo.

Salvaguardare la memoria per immaginare il futuro è il titolo di questa edizione delle Giornate. Un appuntamento giunto quest’anno alla terza edizione e che affronta il delicato tema della tutela del patrimonio culturale a rischio nei Paesi del Medio Oriente. La storia e le tragiche vicende di Palmira, celebre sito archeologico siriano, saranno uno dei temi al centro dell’incontro di venerdì 5 maggio dedicato al traffico di reperti archeologici dal Medio Oriente. Interverranno il capitano Francesco Provenza, comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale dell’Arma dei Carabinieri di Monza, e la professoressa Maria Teresa Grassi, docente di archeologia presso l’Università degli Studi di Milano, autrice del volume Palmira. Storie straordinarie di un’antica metropoli d’Oriente (Edizioni Terra Santa, 2017) che verrà presentato in anteprima.

A chiudere la giornata di venerdì, alle ore 17, la presentazione della nuova Guida di Terra Santa che offre a pellegrini e viaggiatori informazioni dettagliate e puntuali riferimenti biblici per tutte le principali mete di viaggio in Israele, Palestina, Giordania e Sinai. La più completa guida di Terra Santa mai realizzata, che verrà presentata a Milano da fra Gregor Geiger, docente dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e coautore del volume.

La giornata di sabato si presenta lunga e articolata con diversi interventi da parte di docenti e ricercatori specializzati in archeologia (ma non solo). Verranno illustrate le recenti scoperte effettuate sul Monte Nebo; si parlerà dei lavori di restauro alla Basilica della Natività di Betlemme e della scoperta del mosaico raffigurante “il settimo angelo”, del Santuario e della tomba dell’apostolo Filippo a Hierapolis.

Il convegno di sabato, sarà anche occasione per ricordare la memoria del celebre archeologo milanese, Antonio Frova, a dieci anni dalla sua scomparsa. Frova diresse importanti scavi archeologici a Luni, a Lodi Vecchio e a Cesarea Marittima (in Israele), dove rinvenne la cosiddetta “Iscrizione di Pilato”, un blocco di pietra riportato alla luce nel 1961 (e oggi custodito nel Museo di Israele a Gerusalemme) la cui iscrizione rievoca la costruzione di un edificio realizzato in onore dell’Imperatore Tiberio da parte di Ponzio Pilato, prefetto della Giudea.

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