Sessant’anni di Palestina (e di Israele) visti da un interno familiare. La casa di Elia Suleiman, di suo padre, della sua famiglia, è un osservatorio ironico e disincantato, divertente, persino divertito. «Il tempo che ci rimane» è anzitutto un film che lascia il sorriso. Grammaticalmente semplice e pulito, è una successione di scenette e situazioni al limite dell’assurdo. Una storia faticosa viene narrata con il linguaggio lieve dell’ironia e del bizzarro. Vai all'articolo
L'iniziativa Vivicittà è arrivata ormai alla 27.ma edizione e fa correre migliaia di persone in varie città del mondo. Ma l’ultima corsa, quella che si è tenuta il 18 aprile scorso, è stata un po’ più particolare del solito: per la prima volta ha coinvolto, oltre alle città vere e proprie, una realtà sociale più complessa e difficile da vivere, quella di 14 campi profughi palestinesi. Vai all'articolo
Acclamato a Cannes nel 2009, il film I gatti persiani, di Bahman Ghobadi, racconta le vicende di un ragazzo e una ragazza iraniani, che tentano di formare una rock band e di procurarsi i documenti falsi per andarsene all’estero. Ghobadi ci porta per mano nelle viscere di un Iran sotterraneo, nascosto, che non è quello della militanza d’opposizione tout court, ma quello dell’underground artistico e musicale. Vai all'articolo
S'avvicina la Pasqua e il luogo ideale in cui celebrarne il Mistero sarebbe la basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. Con un buon computer e una connessione a banda larga anche chi non può mettersi in viaggio può compiervi ora una sorta di pellegrinaggio virtuale. E già che c'è può pure soffermarsi davanti al Muro del Pianto e nella moschea di Al Aqsa. Vai all'articolo